Il Teatro di Marcello

Il Teatro di Marcello (Theatrum Marcelli) è un edificio dell’antica Roma la cui costruzione fu iniziata da Cesare e completata da Augusto, nella zona del Circo Flaminio tra il fiume Tevere e il Campidoglio.

Il suo primo utilizzo per spettacoli risale all’anno 17 a.C., durante i Ludi saeculares. Nel 13 a.C. il teatro fu ufficialmente inaugurato con giochi sontuosi e dedicato a Marco Claudio Marcello, il nipote dell’imperatore, figlio della sorella Ottavia, che Augusto aveva designato come erede dandogli in moglie la propria figlia Giulia, ma che era morto prematuramente. 

Svetonio racconta che, durante la cerimonia inaugurale, la sedia curule di Augusto cedette di schianto e l’imperatore cadde supino.

La sua cavea, a pianta semicircolare, poteva ospitare circa 15.000 spettatori. Muri a raggiera, collegati da volte a botte e interrotti da due ambulacri concentrici, sostenevano i gradini della cavea. La struttura a fornici della sua facciata ispirò la costruzione del Colosseo.

L’edificio fu più volte restaurato nei secoli successivi e sembra fosse ancora in funzione come teatro nel 421. 

In epoca medioevale fu adattato ad uso abitativo e commerciale. Dal XII secolo fu trasformato in un castello fortificato e poi in dimora patrizia, di proprietà della famiglia Fabi, passata nel XIV secolo ai Pierleoni, poi ai Savelli. Nel Settecento divenne Palazzo Orsini.

Il monumento, già interrato per qualche metro e che aveva le arcate dell’ordine inferiore occupate da botteghe, fu isolato dagli edifici circostanti e sistemato nella forma attuale tra il 1926 e il 1932. 

In origine, la facciata semicircolare era costituita da due ordini di 41 arcate ciascuno in travertino, il primo dorico, il secondo corinzio, coronati da un attico. Rimangono 12 arcate di ciascuno dei due ordini e parte delle murature all’interno. Sopra le arcate si ergono due piani e la mansarda del palazzo, costruiti dall’architetto Baldassarre Peruzzi tra il 1523 e il 1527 per i Savelli. Al posto della cavea, ora c’è un giardino.

Nicola Bruni