Il mio presepe

Lo scorso 30 novembre, Prima Domenica di Avvento, ho fatto a casa mia un piccolo presepe, per dare inizio ai festeggiamenti del Natale. L’ho collocato su un mobiletto della stanza di ingresso, nell’intento di porgere uno speciale e immaginario benvenuto a chiunque si affacci alla porta della mia abitazione: “Il Signore Gesù sia con te”.

Ho costruito una scenografia molto semplice: una stalla, con il Bambinello disteso in una mangiatoia, che accoglie sorridente e a braccia aperte i suoi visitatori; attorno a lui, Maria e Giuseppe in adorazione, ma anche un bue e un asinello, secondo la tradizione inaugurata da San Francesco d’Assisi a Greccio nel 1223. 

Sopra la capanna della Natività volteggia ad ali spiegate un angelo di Dio, che annuncia la nascita del Salvatore.

Su una spianata, in direzione di Gesù Bambino, si muove un giubileo di persone umili: pastori, contadini, massaie, pescatori, giovani, vecchi e bambini, che portano doni e vanno a rendere omaggio al Figlio di Dio.

Non ho aspettato la mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre per far nascere il Bambinello nel presepe, perché Gesù è già nato oltre duemila anni fa, e il Natale cristiano è solo una rievocazione di quell’evento straordinario che ha cambiato le sorti dell’umanità. 

Tra le statuine di questo presepe, ce ne sono alcune, modellate con la creta e dipinte a mano, che risalgono agli anni della mia infanzia, quando il presepe in casa lo faceva il mio papà. Del quale io ho continuato fedelmente l’opera.

Nicola Bruni

Nella foto, sono con mio nipote Leo, di 12 anni, accanto al presepe di casa per il Natale 2025.