Da poeta pacifista in servizio militare

Non sono un poeta, ma – come una gran parte degli italiani (“popolo di poeti”) – alcune “poesie”, peccati veniali di gioventù, le ho scritte anch’io. Accadde nel 1968, quando a 26 anni dovetti abbandonare i miei studenti e i miei affetti a Roma per “servire la Patria” come allievo ufficiale di complemento dei Carristi in una caserma di Caserta.

Buttai giù tre componimenti in versi sciolti mentre mi sforzavo di vincere “la noia della naia” durante i servizi di guardia armata notturna, e poi li pubblicai sotto il nome d’arte di Nicolaus nella rivista del 52° Corso Allievi Ufficiali.

Nel primo, intitolato “Verrò”, esprimevo la mia ansia per quella perdita di tempo lunga 15 mesi che aveva interrotto le mie attività di insegnamento, di studioso di storia della lingua italiana e di giornalista.

Nel secondo, “Cena da Rocco”, scritto in dialetto romanesco, raccontavo la ricerca di una compensazione a livello gastronomico per il disagio spirituale che provavo vivendo “sotto le armi”.

Il terzo componimento, “S’i’ fosse foco”, che ripropongo qui con una mia foto d’epoca, era una parodia pacifista di un celebre sonetto di Cecco Angiolieri (Siena 1260-1310). 

Quei tre sonetti ora li ho ripubblicati nel mio nuovo libro “La mia vita come un romanzo”, edito a settembre 2025 da Amazon.it.

Nicola Bruni