Gigi Proietti al Teatro Brancaccio

Questa foto del Teatro Brancaccio a Roma, che espone una gigantografia di Gigi Proietti, mi ricorda una “storica” impresa dei miei 18 anni. 

Il 1° marzo del 1960 ricorreva il Martedì Grasso di Carnevale, quando, in qualità di presidente del comitato studentesco del liceo classico Augusto, noleggiai il grande teatro di Via Merulana per uno “spettacolo di arte varia”, al quale intervennero a pagamento quasi tutti gli studenti augustei e con invito gratuito il preside e molti professori.

L’incasso, al netto delle imposte per la Siae, servì poi a pagare le spese di stampa del giornale d’istituto Augustus, da me diretto. 

Tra i giovanissimi musicisti, cantanti e attori che si avvicendarono nello spettacolo, un particolare successo ottenne l’ex alunno Gigi Proietti (maturità 1959), che in quella occasione calcò per la prima volta il palcoscenico del teatro di cui avrebbe assunto la direzione artistica negli anni dal 1978 al 1993 e dal 2001 al 2007.

Gigi cantò, accompagnandosi con la chitarra, e raccontò alcuni aneddoti divertenti del suo passato di studente liceale. 

Una cronaca di quell’evento fu riportata nelle pagine dell’Augustus, che dovette però ignorare un fatto clamoroso avvenuto all’interno del teatro: quando vi entrò il preside Lidio Luzi, tutti gli studenti, levatisi in piedi nella platea e nella galleria, lo salutarono gridando “Caciotta! Caciotta! Caciotta!”, il soprannome che gli era stato affettuosamente appioppato. Lui, che era un bonaccione, “abbozzò” – come si dice a Roma – senza mostrarsi offeso.

Nicola Bruni