Cristoforo Colombo, l’America a sua insaputa

Si potrebbe stilare un lungo elenco di personaggi della storia che si sono segnalati per aver compiuto cose notevoli, nel bene o nel male, addirittura “senza saperlo”. Il più famoso è Cristoforo Colombo (1451-1506), il navigatore genovese che nel 1492 scoprì l’America a sua insaputa credendo di essere approdato nelle Indie Occidentali e che per decisione degli storici, sempre a sua insaputa, con quella scoperta dette inizio all’Era Moderna. 

Dopo di lui, Americus o Amerigo Vespucci (1454-1512), l’esploratore e scrittore fiorentino che, a sua insaputa, dette il proprio nome al Mundus Novus scoperto da Colombo, dopo aver pubblicato nel 1502 lo scoop che si trattava di un continente diverso dall’Asia. 

In effetti, a decidere che quel continente fosse chiamato America fu il cartografo tedesco Martin Waldseemüller, che nel 1507 introdusse il toponimo nella nomenclatura del suo celebre planisfero, e quando si accorse dell’errore quel nome si era ormai affermato.

Il navigatore genovese, basandosi sulle carte geografiche dell’epoca e su racconti di viaggi, si era convinto che fosse possibile raggiungere le Indie circumnavigando il globo terrestre verso ovest, attraverso l’Oceano Atlantico (allora chiamato Mare Oceano). Progettò un viaggio a tale scopo e ottenne il sostegno finanziario dei re cattolici di Spagna Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, dopo un rifiuto del re del Portogallo.

Il 3 agosto 1492 salpò dal porto di Palos de la Frontera con tre velieri, -le caravelle Santa María, Pinta e Niña – e il successivo 12 ottobre toccò terra su un’isola dell’arcipelago delle Bahamas, alla quale dette il nome di San Salvador. Compì poi altre tre spedizioni transatlantiche, fino al 1504, esplorando diverse isole dei Caraibi e la costa dell’America centrale. 

Colombo morì due anni dopo a Valladolid, capitale del Regno di Castiglia, ancora convinto di aver raggiunto le coste orientali dell’Asia. 

Nicola Bruni