Don Mazzi, grande educatore

Rendo omaggio alla grande figura di educatore di Don Antonio Mazzi, sacerdote veronese della Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondatore della comunità Exodus per il recupero di tossicodipendenti, morto a Milano all’età di 96 anni. 

Anche se ci non ci siamo mai incontrati, ho avuto l’onore di collaborare con lui negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso per una pagina settimanale sulla scuola da me curata per il quotidiano Il Giorno

In quella pagina, gli era stata riservata una rubrica, nella quale il sacerdote esponeva considerazioni generalmente critiche sul sistema scolastico tradizionale, che riteneva troppo rigido e distante dalle reali necessità degli adolescenti.

Don Mazzi promuoveva l’idea di una scuola vissuta come un campus aperto, in cui l’orario rigido e il programma ministeriale cedessero il passo a progetti personalizzati, allo sport, alla musica e alle avventure educative. Sosteneva che la scuola non deve limitarsi a istruire o a trasmettere nozioni, ma deve saper ascoltare e “leggere” l’adolescenza nel suo momento di massima esplosione e fragilità. Chiedeva agli insegnanti di abbandonare il ruolo di burocrati dei voti per diventare veri e propri “maestri di vita”, capaci di stare accanto ai ragazzi difficili senza giudicarli.

Nicola Bruni