Era una donna sobria, non bella, non elegante, ma intelligente, colta e amante della filosofia, Pompea Plotina (65-121 d. C.), consorte e consigliera dell’imperatore romano Traiano, che regnò dal 98 al 117. Furono attribuiti alla sua influenza i provvedimenti imperiali per una tassazione più equa, l’incremento dell’istruzione pubblica, sovvenzioni ai poveri e una maggiore tolleranza religiosa. In riconoscimento dei suoi meriti, nel 105, il Senato le conferì il titolo di Augusta.
Secondo il racconto dello storico greco Cassio Dione, il giorno in cui a fianco del marito entrò nel palazzo imperiale, prima di varcare la soglia, rivolgendosi ai sudditi disse: “Entro in questo palazzo come la donna che voglio ancora essere quando lo lascerò”.
Figlia di Lucio Pompeo, nata a Nemausus in Gallia (l’odierna Nîmes), fu fatta sposare a Traiano quando questi era solo un valente generale dell’esercito romano. Dal matrimonio non nacquero figli, ma Plotina si affezionò come una madre ad Adriano, figlio di un cugino di Traiano rimasto orfano del padre all’età di dieci anni, e con il marito ne assunse la tutela.
Plotina fu sempre fedele al marito – nonostante i pettegolezzi, riferiti da Cassio Dione, che lo indicavano “dedito al bere e amante dei ragazzi” -, visse in pieno accordo con lui, lo seguì nei suoi viaggi nelle province e nella spedizione militare per la conquista della Dacia, e gli fu accanto nel momento della morte a Selino (Traianopoli) in Cilicia, l’8 agosto del 117.
Proprio in quel frangente riuscì a manovrare la successione imperiale in favore del suo protetto, Adriano, facendolo adottare come erede dall’imperatore morente (o, secondo Cassio Dione, falsificandone l’adozione).
Appassionata di filosofia, Plotina fu seguace della dottrina epicurea (finalizzata a “garantire all’uomo la tranquillità dello spirito”) e ne favorì il rilancio, proteggendo i giovani filosofi sia romani sia greci, aprendo un salotto letterario nel palazzo imperiale e facendone un centro di diffusione di idee e di libri in tutto l’impero.
I ritratti scultorei che ci sono pervenuti la raffigurano come una donna forte di carattere, austera, riflessiva e con il volto velato di mestizia.
Nicola Bruni
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Nella foto: testa marmorea di Plotina, museo di Palazzo Massimo a Roma (foto di Nicola Bruni).
