Il viaggio di Leone XIV in Africa (Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale) ha fatto emergere, nell’opinione pubblica mondiale, la figura del successore di Papa Francesco come una grande autorità morale, che parla ai popoli e ai governanti predicando la pace, la fratellanza universale, la riconciliazione, il perdono, la misericordia, il riconoscimento della dignità di ogni persona umana, la predilezione per i più poveri, i più piccoli e i più fragili, nel nome di Gesù.
Dismessa l’iniziale cautela diplomatica, Papa Prevost è passato ad accusare apertamente «i signori della guerra», i quali – ha detto – «fingono di non sapere che basta un attimo a distruggere, ma spesso non basta una vita a ricostruire, fingono di non vedere che occorrono miliardi di dollari per uccidere e devastare, ma non si trovano le risorse necessarie a guarire, a educare, a risollevare». Ed ha ammonito: «Il nome santo di Dio non può essere profanato dalla volontà di dominio, dalla prepotenza e dalla discriminazione: soprattutto, mai dev’essere invocato per giustificare scelte e azioni di morte».
Sentendosi chiamato in causa, il presidente degli Stati Uniti Trump si è lanciato in una serie di attacchi scomposti contro Il Papa, accusandolo di essere «debole in materia di criminalità e terribile in politica estera».
Leone XIV ha replicato con pacata fermezza di non avere paura e di non essere interessato a un dibattito con il presidente degli Stati Uniti, precisando che i discorsi tenuti nel pellegrinaggio africano erano stati preparati alcune settimane prima e non in risposta a Trump. Peraltro, è evidente che il Papa, puntando il dito contro “i signori della guerra”, non si riferisse solo a lui.
Ma un chiaro riferimento a Trump c’era stato nelle parole pronunciate da Leone XIV durante la Veglia di preghiera per la pace dell’11 aprile nella basilica di San Pietro: «Chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo, cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio. Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra! La vera forza si manifesta nel servire la vita».
Nicola Bruni
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Nella foto, Leone XIV fa volare una colomba come simbolo di pace nella cattedrale di Bamenda nel Camerun.
