“Love story” giovanile ad Amsterdam

Un dolce ricordo di gioventù è riaffiorato nella mia memoria a 65 anni di distanza. Mentre riordinavo il poderoso archivio della mia vita, ho ritrovato una letterina che mi scrisse in inglese il 18 agosto 1960 una ragazza olandese che avevo conosciuto ad Amsterdam. Era una biondina con gli occhi verdi e un visetto dolce. Si chiamava Anneke, aveva 18 anni, la mia stessa età, e lavorava come commessa in un grande magazzino. 

Lì, avevo intrattenuto con lei una conversazione, durante la quale si era manifestata tra noi una reciproca simpatia. 

Ero tornato a incontrarla il giorno successivo e ci eravamo scambiati l’indirizzo postale, con la promessa di intrecciare una corrispondenza.

Poi, io ripartii, per tornare a Roma viaggiando in autostop, zaino in spalla, così come all’andata dal confine di Chiasso, in un’escursione durata 26 giorni, durante i quali attraversai nove stati europei con soste negli ostelli della gioventù: Svizzera, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Germania, Austria, Italia e San Marino.

Mi ero finanziato quell’impresa con la vincita di un premio letterario di 30mila lire bandito dal Rotary Club di Roma tra gli studenti dell’ultimo anno di liceo.

Arrivato a casa il 26 agosto, vi trovai una lettera che Anneke mi aveva inviato il giorno stesso della mia partenza. Mi scriveva in inglese, e io qui traduco:

“Caro Nicola, 

voglio dirti perché io non posso incontrarti di nuovo. Io mi sono un po’ innamorata di te. E ho paura che, che se ti rivedo, mi innamorerò di più. Io non voglio innamorarmi, perché mi sentirei molto sola quando tu sarai tornato in Italia. Io spero che tu mi capisca. 

Scrivimi subito, per favore.

Anneke.

Le risposi, con parole affettuose. Ma la love story finì lì. 

Nicola Bruni