La memoria dell’Olocausto degli ebrei, purtroppo, oggi è oscurata dal Genocidio del popolo palestinese, messo in atto a Gaza e in Cisgiordania dallo Stato di Israele con una disumanizzazione razzista delle vittime speculare a quella che il regime nazista tedesco applicò al popolo ebraico.
L’istituzione del “Giorno della memoria”, da celebrare ogni anno il 27 gennaio (nella ricorrenza della liberazione del lager di Auschwitz), doveva servire a non ripetere “mai più” un simile orrore. E, invece, ora sono proprio gli eredi politici delle vittime dell’Olocausto, gli attuali governanti di Israele – con il sostegno militare ed economico degli Stati Uniti e la complicità di molti paesi europei, Italia inclusa -, a replicare un’analoga infamia, nel ruolo di aguzzini e carnefici.
All’esecrabile attacco terroristico compiuto il 7 ottobre 2023 da Hamas nel territorio di Israele (circa 1200 civili israeliani uccisi), il governo di Netanyahu ha risposto con una smisurata rappresaglia terroristica, che fa impallidire quelle da 1 a 10 compiute dai nazisti contro civili innocenti durante la Seconda guerra mondiale.
Da allora, l’esercito della Stella di Davide ha causato, direttamente o indirettamente, la morte di almeno 100.000 palestinesi di Gaza, dei quali più di 22.000 bambini: bombardati, bruciati vivi, schiacciati sotto le case distrutte, uccisi negli ospedali e nelle scuole, mitragliati mentre erano in fila per il cibo o per l’acqua, lasciati morire di fame, di sete, di freddo e per mancanza di cure mediche con il blocco degli aiuti. Moltissimi corpi sono ancora dispersi sotto le macerie. Altre decine di migliaia di abitanti della Striscia sono mutilati o feriti o gravemente ammalati. E l’intera popolazione è devastata nella psiche. L’esercito invasore non ha avuto pietà per l’infanzia innocente, poiché gli estremisti del governo israeliano hanno teorizzato la necessità di eliminare anche i neonati di Gaza, per evitare che da grandi possano diventare terroristi nemici.
Gaza è stata quasi completamente rasa al suolo, con distruzioni programmate a freddo.
Il genocidio continua, sia pure con minore intensità, dopo la proclamazione della tregua a Gaza, che Israele non ha mai rispettato (due bambini che raccoglievano legna sono stati mitragliati e uccisi il 24 gennaio 2025), mentre in Cisgiordania si accelera l’attuazione del piano di pulizia etnica e di colonizzazione con la cacciata violenta dei palestinesi dalle loro terre. E sul futuro di Gaza incombe il Board of Peace, il direttorio privato di Trump, il quale progetta di impossessarsi personalmente del suo territorio, gettare in mare tutte le macerie con i cadaveri di migliaia di morti per estendere la fascia costiera, e costruirvi una riviera di lusso a beneficio degli investitori e dei nuovi padroni. Con il popolo palestinese escluso dal Board e da ogni riconoscimento, nell’illusione di ottenere la pace.
Domando a chi mi legge: oggi, tra l’Olocausto del 1939-1945 e il Genocidio in corso, su cui sta cadendo l’oblio, quale evento ha più bisogno di essere ricordato?
Nicola Bruni
