Il Parco archeologico del Celio a Roma

Situato ad est del Palatino, il Celio è uno dei sette colli sui quali fu fondata Roma, con un’estensione che copriva le aree urbane poi incluse nelle Mura Aureliane (III secolo) fino a Porta Latina, Porta Metronia, Porta Asinaria e Porta Maggiore.   

Oggi si identifica il Rione Celio con il vertice della collina, corrispondente alla sua parte occidentale, che si affaccia sul Colosseo, sul Colle Oppio e sul Laterano, ed è occupata in gran parte dalla Villa Celimontana e da un ospedale militare. Un’area attraversata dai ruderi dell’acquedotto Claudio Neroniano e sulla quale sorgono il monastero dei Santi Quattro Coronati, le antiche chiese di Santo Stefano Rotondo, Santa Maria in Domnica, Santi Giovanni e Paolo, San Gregorio Magno, il tempio del Divo Claudio, il museo delle Case Romane del Celio, un obelisco egizio del XIII secolo a.C., la fontana della Navicella.

A queste opere, si sono aggiunti di recente, lungo la Via di San Gregorio, il Giardino archeologico e il Museo della Forma Urbis, inaugurati il 12 gennaio 2024 nel quadro di un progetto della Sovrintendenza Capitolina per l’istituzione del Parco Archeologico del Celio. Nel giardino sono stati collocati molti reperti archeologici, architettonici ed epigrafici provenienti dagli scavi di Roma di fine Ottocento. Nel museo sono stati sovrapposti ad una planimetria settecentesca della città i frammenti della Forma Urbis Romae, la gigantesca pianta marmorea incisa tra il 203 e il 211 d.C. sotto l’imperatore Settimio Severo.

Nicola Bruni

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Nella foto, la basilica dei santi martiri del IV secolo Giovanni e Paolo, con il campanile che si erge sui resti 

del Tempio del Divo Claudio. Sotto la basilica, c’è il Museo delle Case Romane del Celio, con ingresso dal Clivo Scauro

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