La mia “Cinque Piotte” del 1962

Una Cinque Piotte, ovvero una Fiat 500, di colore bianco, è stata la mia prima automobile. La acquistai nel 1962, all’età di 21 anni, con i miei guadagni di giornalista, attività che avevo iniziato nell’estate del 1960, poco prima di iscrivermi alla facoltà di Lettere. La pagai 500mila lire, corrispondenti a 5000 “piotte”, come chiamavamo nel gergo romanesco le vecchie banconote da 100 lire.

Targata “Roma”, aveva quattro posti a sedere (aumentabili a cinque), il tettuccio scoperchiabile per metà, il motore nella parte posteriore, la ruota di scorta nel piccolo cofano anteriore, le porte controvento e pneumatici fasciati di bianco. 

Mettermi alla sua guida, fresco di patente, nel traffico della capitale, allora scarso ma piuttosto disordinato, mi causava nei primi tempi un forte stress: avevo l’impressione che le altre macchine mi venissero addosso. 

Una volta mi fermò un vigile sulla discesa dell’Aventino perché procedevo in mezzo alla strada e, dopo aver controllato i miei documenti, mi domandò per quale motivo fossi “sbiancato in volto”. Mi giustificai con l’emozione causata dalla prima volta che mi fermava la polizia, e mi salvai dalla multa per non aver tenuto la destra.

A poco a poco acquistai sicurezza e, grazie alla disponibilità di quell’automobile, migliorai di molto la qualità della mia vita. Potevo andare in giro anche di notte con i miei amici e amiche, circolare liberamente nel centro storico e parcheggiare gratis quasi ovunque, persino in Piazza Navona e in Piazza del Campidoglio. Inoltre, essendo eletto nell’organismo rappresentativo studentesco della Sapienza, ottenni il permesso di parcheggiare anche all’interno del campus universitario, una grande comodità.

Nell’estate del 1963, con la mia “500” sbarcai in Grecia e potei visitarla in lungo e in largo. Tra gennaio e giugno del 1966 me ne servii per fare la spola tra Roma e Palestrina, dove avevo ottenuto la mia prima supplenza da professore di Lettere. Nel 1967/68 me la portai a Strangolagalli, in Ciociaria, dove emigrai per il mio primo incarico annuale di insegnamento. Nel 1968/69, mentre ero in servizio militare di leva, me ne giovai nelle ore di libera uscita e nelle licenze, per “evadere” dalle caserme di San Vito al Tagliamento e di Caserta.

Nel 1970, dopo essere tornato alla “vita civile”, detti il “benservito” a quella “Cinquecentina”, ormai invecchiata ma che non aveva subìto nessun “sinistro”, e la vendetti per comprarne una nuova, stesso modello ma di colore ocra. Una macchina per la quale ho da raccontare un’altra storia gloriosa.

Nicola Bruni

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Nella foto, del 1965, sono con la mia Fiat 500 a Firenze, nel Piazzale Michelangelo.