1965, “Satisfaction” a Nancy

“I can’t get no satisfaction”. Questa canzone dei Rolling Stones, che talvolta mi capita di riascoltare alla radio, richiama alla mia mente una bellissima esperienza fatta in Francia, a settembre del 1965. Avevo 24 anni e partecipavo ad uno stage di scambio culturale nella regione della Lorena, con un gruppo misto 30 di ragazzi e ragazze italiani e francesi. La sera, in albergo a Nancy, ballavamo al suono di un magnetofono, e il “song” più richiesto era appunto “Satisfaction”.

Ricordo che “rosicavo” – come si dice a Roma – perché la più carina e più fine delle ragazze italiane si era invaghita di un francese dall’aspetto rustico e faceva coppia fissa con lui. Roba da “Bulli e pupe”.

Dodici giorni, dal 4 al 15 settembre 1965, di un interessante programma di “Connaissance de la France”, con visite alla Cité Radieuse di Nancy, alla Cattedrale di Metz, alla casa natale di Giovanna d’Arco a Domremy, a Luneville, a Verdun, alla foresta dei Vosgi, ad alcuni impianti industriali della zona.

Io ero fresco di un esame biennale di Lingua e letteratura francese, sostenuto alla facoltà di Lettere dell’Università di Roma, e quella fu per me la prima occasione per mettere alla prova della conversazione “en francais” quello che avevo imparato. Mi andò abbastanza bene, tanto che riuscii a raccontare in pillole francesi a due ragazzi di origine togolese la storia d’Italia dalla Spedizione dei Mille all’avvento della Repubblica.

Visitammo anche la miniera di ferro di Saizerais, e ne riportai come souvenir un frammento di roccia ferrosa che inglobava una grossa conchiglia fossile. Come ci fu spiegato, quel territorio, vicino al confine con la Germania, in età preistorica era coperto dal mare.

Della visita alla miniera, però, la cosa che mi è rimasta più impressa è l’intercalare retorico “N’est pas?” (Non è vero?)con il quale la nostra guida, un ingegnere sessantenne, infarciva il suo eloquio nella conferenza di presentazione: cosicché io, invece di seguire il filo del suo discorso, mi misi a contare quanti “N’est pas?” quel tizio riusciva a sparare: ne calcolai 8 in media al minuto in una chiacchierata di circa mezz’ora! Probabilmente, un record mondiale.

Nicola Bruni

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Nella foto, sono il primo da destra in un gruppo di partecipanti allo stage italo-francese “Connaissance de la France”.

Tra di loro, un ragazzo franco-togolese nel costume della sua patria di origine.