Sono tornato a Roma il 13 giugno, ritemprato da una bella vacanza di nove giorni sulla riviera adriatica di Pinarella di Cervia (Ravenna), che ho trascorso con un gruppo di quattordici cari amici e amiche della Compagnia dei Birbaccioni provenienti da sei regioni d’Italia.
Abbiamo tenuto in questa occasione il XXV Raduno estivo della nostra associazione, costituita nel 2002 da famiglie di ex allievi di un corso per ufficiali carristi di leva. E per la quinta volta dal 2019 abbiamo scelto l’Hotel Buratti, una moderna struttura a quattro stelle, posta a ridosso di una pineta, che la separa dalla spiaggia.
Tra gli anziani partecipanti, anche un figlio quarantenne e due nipoti ragazzini. Eravamo di meno rispetto agli scorsi anni, per problemi connessi all’avanzare dell’età, ma siamo stati molto bene insieme, tra colazioni, pranzi, cene, mare, piscina, pineta e passeggiate serali.
Ci sono particolarmente piaciuti i pasti serviti nel ristorante. C’era una grande varietà di cibarie e di dolci offerti a buffet, in aggiunta a tre diversi menu serviti a tavola. E i cuochi curavano anche l’aspetto decorativo delle pietanze, usando la gastronomia come un’arte figurativa.
Una sera abbiamo potuto organizzare una cena speciale al bordo della piscina, con torta e spumante, per la festa della Compagnia (nella foto). E un’altra sera abbiamo assistito ad un bel concerto con due cantanti nel giardino.
Nell’hotel sgambettavano molti bambini piccoli, e io mi divertivo a scambiare sorrisi con i neonati, i quali si mostravano gratificati della mia attenzione.
Tra i clienti c’era una folta presenza di turisti di lingua tedesca. Uno di questi si distingueva per un’eccentrica forma di eleganza: ad ogni pasto si presentava, accompagnato dalla moglie, indossando un berretto di diverso colore, abbinato a quello del suo abbigliamento. Ci siamo domandati: “Dov’è che gli uomini usano pranzare con il cappello in testa?”. La risposta è stata: “In Austria”.
Nicola Bruni
