L’articolo “Il regalo della mia laurea“, riportato in questa edizione del Belsito e che avevo pubblicato su Facebook il 1° dicembre scorso, ha ottenuto dai lettori della rete social 117.834 visualizzazioni, con 1336 like (tra pollici alzati e cuoricini) e 172 commenti solo nella mia pagina, più i like e i commenti di 32 condivisioni (alla data dell’11 dicembre 2025).
Finora, i miei post migliori su Facebook avevano registrato da 1000 a 3000 visualizzazioni, con due punte straordinarie nell’ultimo mese di circa 6000 e 22000.
Perciò sono rimasto molto sorpreso dal boom di questo articolo che ha raggiunto più di centomila persone, forse grazie ad un algoritmo dell’intelligenza artificiale di Facebook che se ne è innamorato e lo ha rilanciato nel feed facendomi diventare un influencer.
Ho impiegato molto tempo per scorrere i nomi dei 1336 lettori (al 90 per cento sconosciuti) che hanno messo un like sotto il mio articolo. Sono quasi tutti nomi italiani, in maggioranza femminili, accompagnati dalle foto dei rispettivi profili.
Molti tra gli autori dei commenti riferiscono di non aver ricevuto, neanche loro, alcun regalo dai genitori per la laurea conseguita, e tuttavia ringraziano mamma e papà per avergli consentito di raggiungere quell’ambito traguardo.
Io ricordo che al mio esame di laurea, il 1° dicembre del 1965, nella facoltà di lettere dell’Università di Roma, erano presenti solo la mia mamma, Stella, mia sorella Mariuccia e mio fratello Antonio. Il mio papà, Peppino, si trovava in Calabria e non poté venire perché stava seguendo la raccolta delle olive. Io lo informai tramite un telegramma, perché non aveva il telefono, e lui mi rispose congratulandosi affettuosamente con un altro telegramma. Volle festeggiare subito il mio successo con i suoi raccoglitori di olive offrendo loro un vassoio di pastarelle e una bottiglia di liquore.
Mi fa molto piacere che, sessant’anni dopo, sia arrivato da numerosi lettori di Facebook un meritato applauso per i miei genitori.
Nicola Bruni
