La Comunione dei Santi

La “Comunione dei Santi”, menzionata nel Credo della Chiesa, è una verità tra le più consolanti della fede cristiana, poiché ci ricorda che non siamo soli ma esiste un legame spirituale, una comune-unione, tra tutti coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a Lui nella Chiesa mediante il Battesimo, tra noi battezzati che siamo ancora pellegrini sulla terra, le anime del Purgatorio e tutti i beati che sono già in Paradiso. 

Questa comunione tra terra e cielo si realizza specialmente nella preghiera di intercessione: preghiera a Dio dei viventi in aiuto di altri viventi o per abbreviare i tempi di purificazione delle anime del Purgatorio, e preghiera a Dio delle anime beate del Paradiso in favore di persone viventi.

Su questa terra, siamo tutti diversamente peccatori: lo sono stati, in qualche misura, anche i santi canonizzati dalla Chiesa. 

Sono santi, e destinati al Paradiso, tutti i peccatori pentiti e perdonati dalla misericordia divina. La Chiesa – ci ha ricordato Papa Francesco – non è una comunità di perfetti, ma una comunità di “peccatori salvati”. La Comunione dei Santi è la Chiesa.

I santi sono anche tra noi, forse ne conosciamo qualcuno o lo abbiamo addirittura in famiglia, persone comuni, che non fanno miracoli ma che, con l’aiuto della grazia di Dio, si sforzano di praticare il Vangelo nell’ordinarietà della loro vita: una mamma che si sacrifica per i figli, un papà che lavora onestamente per sostenere la famiglia, una nonna che accudisce con amore i nipotini, una persona che vediamo impegnata nel volontariato sociale.

La Comunione dei Santi va al di là della vita terrena: è una unione spirituale che nasce dal Battesimo e non viene spezzata dalla morte, ma, grazie a Cristo risorto, è destinata a trovare la sua pienezza nella vita eterna. 

Nicola Bruni

I miei santi in Paradiso

Nel celebrare la festa di Tutti i Santi, io mi sento confortato dal sapere che nella gioia del Paradiso c’è anche la mia sposa Elina, della cui vita terrena di “ordinaria santità” sono stato diretto testimone per 48 anni.

Con Elina, dopo la sua morte, avvenuta nel 2021, io continuo a mantenere una comunione spirituale d’amore che mi rasserena e mi sostiene. Sono certo che lei preghi per me, per i nostri figli Paolo e Fabio, per i nostri nipoti Leo e Gabriel, per i parenti e gli amici più cari. E delle sue preghiere io spesso avverto i benefici.

Sono anche testimone diretto di una vita terrena di “ordinaria santità”, meritevole del Paradiso, di altri tre familiari defunti: la mia mamma Stella, la mia tata Caterina (vissuta fino all’ultimo con la mia famiglia) e mia cognata Antonietta, sorella maggiore di Elina.

Ho avuto, inoltre, la grazia di incontrare e ascoltare di persona durante la mia lunga vita ben cinque santi innalzati sugli altari dalla Chiesa: San Giovanni XXIII, San Paolo VI, il Beato Giovanni Paolo I, San Giovanni Paolo II, Santa Madre Teresa di Calcutta.

Per giunta, ritengo di poter annoverare tra i miei “Santi in Paradiso” anche il Beato Giovanni Dominici, cardinale domenicano e scrittore fiorentino vissuto intorno al 1300, i cui testi io analizzai riguardo a sintassi e stile nella mia tesi di laurea in Lettere del 1965.

Con la loro intercessione, e per la misericordia di Dio, spero di poter raggiungere un giorno anche io il Paradiso, nonostante i miei peccati.

Nicola Bruni