Il Castello del Fantasma

Ho fatto uno strano sogno. Ero andato a visitare il museo di un castello pubblicizzato come “il Castello del Fantasma”. Il maniero, risalente al XVI secolo, esponeva armi, armature e arredi di epoca rinascimentale. Si diceva che fosse appartenuto al famoso capitano di ventura Giovanni dalle Bande Nere, rampollo di un ramo cadetto della famiglia Medici di Firenze.

Purtroppo, il castello era chiuso, perché era un giorno dispari. Un cartello avvisava che il museo era visitabile solo nei giorni pari, poiché in quelli dispari era frequentato da un fantasma che incuteva paura.

Allora io mi presentai come giornalista alla direzione del museo, esibendo il tesserino professionale, e chiesi di poter intervistare il Fantasma. Avrei voluto domandargli, precisai, se fosse proprio lui – come ipotizzavano alcuni studiosi – l’anima errante e purgante di quel condottiero, responsabile di un gran numero di orrendi delitti. 

Si diceva, infatti, che Ludovico di Giovanni de’ Medici, sul punto di morire per la cancrena causatagli da una ferita in combattimento, avesse invocato la misericordia di Dio per i suoi peccati e si fosse salvato dall’Inferno ottenendo in cambio alcuni secoli di Purgatorio. 

La direttrice mi assicurò che avrebbe inoltrato la richiesta all’interessato pregandomi gentilmente di attendere una risposta: “Dottor Bruni, si accomodi nel salottino”.

L’attesa si protrasse per una mezzora, durante la quale io mi appuntai una scaletta di domande. Mi interessava sapere, in particolare, dove andasse il Fantasma nei giorni pari, quando si assentava dal castello.

Infine, quella signora mi richiamò dicendo: “Mi dispiace, ma il Fantasma non rilascia interviste”.

Peccato: avrei fatto uno scoop mondiale.

Nicola Bruni

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