Il mese di agosto mi richiama alla mente alcune mie esperienze di viaggio per le vacanze. In una delle scorse notti, mi è riaffiorato il ricordo dei bei viaggi notturni di coppia che effettuavo periodicamente con la mia sposa su un traghetto per andare in Sicilia, quando i figli ormai erano grandi.
Elina e io partivamo in macchina da Roma nel pomeriggio e raggiungevamo in serata il porto di Napoli, dove ci imbarcavamo su una nave diretta a Catania.
Nella cabina, distesi su due letti separati, uno di fronte all’altro, appena spegnevamo la luce il nostro amore si accendeva di romanticismo.
Io tendevo la mano per stringere quella di lei e le canticchiavo un famoso brano di Adriano Celentano: “È inutile suonare, qui non vi aprirà nessuno. / Il mondo l’abbiam chiuso fuori con il suo casino… / Un calcio alla TV. / Solo io, solo tu”.
Poi, io mi alzavo dal letto e, inginocchiato accanto lei, le sussurravo alcune dolci parole tratte da “In ginocchio da te”, di Gianni Morandi: “Io voglio per me le tue carezze. / Sì, io t’amo più della mia vita”.
Infine, mi distendevo accanto a lei nella sua cuccetta: “Soli, ma stretti un po’ di più. Solo io, solo tu”. Ci baciavamo e ci tenevamo teneramente abbracciati, fino a che lei si addormentava.
Nicola Bruni
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Nella foto, Elina la sera del 1° agosto 2006 su un traghetto in partenza per Catania dal porto di Napoli.
